Io sparisco per due settimane [da oggi]. Se volete, mi trovate da queste parti...
See ya!
Viva la vita, viva l'amore, viva il tuo sapore,
viva ogni istante, viva ogni momento
e ogni passaggio e ogni varco...
ogni raggio, ogni soffio di vento,
viva anche l'inverno e viva il tramonto
e viva l'estate che ha portato l'estate,
viva l'immenso che mi porto dentro...
(Occhi blu - Tricarico)
Decisamente, stanno arrivando le vacanze... mi farà mica male tutta questa allegria?
Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte.
(Edgar Allan Poe)
E' strano... ma non riesco ad immaginare la vita dei casellanti. Li vedo sempre in mezzo al nulla ed ho l'insensata sensazione che non possano andarsene. Bloccati alla fine di un'autostrada per sempre... mi viene naturale associarli ad un concetto di solitudine... non so perchè. Ogni tanto mi capita lo stesso con i dipendenti degli Autogrill.
Ecco la mia postazione di lavoro... di sicuro meno romantica di quella di ZioEnry [SIGH!]. In questo esatto momento, io sono qui... ma ho decisamente un'altra espressione... da notare la sedia zebrata [gran gusto del capo] e la posizione di gran sciallo perenne [almeno questo].
Per quanto disgustoso devo ammettere che, per una ragazza, passare davanti ad un cantiere edile fa bene all'autostima. E aiuta a sviluppare l'autocontrollo.
Viviamo in un'epoca in cui il superfluo è la nostra unica necessità.
(L'attualissimo Oscar Wilde)
A ShinySushi piace:
1. Grattare la parte argentata delle schede telefoniche.
2. L'autunno e le giornate uggiose in genere.
3. Annusarsi l'incavo del gomito (elaborata forma di feticismo)
A ShinySushi non piace:
1. Chi parla al cinema
2. Svegliarsi presto il sabato mattina
3. Il rumore dei clacson
Continua...
Liberamente ispirato (pari pari) da Il favoloso mondo di Amelie [Le fabuleux destin d'Amelie Poulain - Francia/Germania 2001]
Ieri sera Afterhours in concerto a Villa Arconati. Abbiamo ascoltato le grida di Manuel fino all'una, tra stelle, polvere e zanzare... bellissimo...
PAURA DELLE BAMBOLE
Stanno lì e ti fissano con quelle manine grasse e plasticose protese in avanti. Sono sempre attente, anche quando hanno gli occhi chiusi. Non dormono e se provi a sollevarle appena ecco che quegli occhietti di vetro si spalancano e ricominciano a fissarti... TLACK! L'avete notato? Quei dannati occhietti brillano al buio... ho passato intere notti a chiedermi da dove arrivasse la fonte di luce...

Da bambina ne avevo tre. Il primo si chiamava Pepo, un bambolotto che quasi mi eguagliava in altezza, completamente calvo e con la bocca elegantemente ridipinta con una Bic a inchiostro blu. La seconda non aveva nome e credo fosse affetta da qualche grave patologia perchè aveva solo un ciuffetto di capelli biondi a lato della testa e l'occhio sinistro non riusciva ad aprirlo bene... e poi c'era LEI, la più subdola... cara vecchia BabyMia che cominciava a parlare nelle ore più impensate se dimenticavo di schiacciare il bottone sul fianco. Non posso scordare quel rumore metallico del risveglio ZZZZT! << Buongiorno! >> Il saluto aveva un non so che di diabolico, ma ci passavo intere giornate << Mamma? Ho fame >> Hai fame? Non mi avrai... ero una bambina coraggiosa << Ti voglio bene!>>. Mi voleva bene... ora è chiusa [a chiave] nell'armadio della casa in montagna... attenderà a lungo. Non sono ancora pronta.