Diciassette ore. Scriverlo in cifre è riduttivo... "17" e finisce subito. No, no, DIIIICIAAAASSSETTEEEE ORE compresa la pausa pranzo però. Credo sia il mio record personale di stakanovismo, il nostro record personale. La "pausa cena" non c'è stata... ho rubato 2 quadrotti di focaccina dal buffet e buona parte della birra all'Anonimo Tommy (che era lì da invitato assieme al Famiglio e si limitava a socializzare). Un sentito ringraziamento alla Lola che è riuscita a passare un Negroni sottobanco a metà serata.
CONCLUSIONI:
L'Architetero mi piace / Il Poeta mi manca / Il Cacciatore mi stanca.
Quando uno ti propone di andare in Groenlandia a pescare salmoni per tre mesi [a 5.000 Euri al mese] tu che gli rispondi? Tralasciando il fatto che è una delle proposte lavorative più strane che mi abbiano mai fatto... io quasi quasi ci penso. I dettagli me li daranno a pranzo fra 25 minuti... poi torno e vi dico.
----------- Pausa Pranzo -----------
Ok, rieccomi. Purtroppo non sono riuscita a sapere un granchè... pare che da qualche parte sul sito ufficiale della Groenlandia ci sia questa offerta di lavoro. Basta saper parlare un po' di inglese. L'Uomo di Vetro non si ricorda il link, ma ha promesso che controlla. Intanto vado incontro al lungo weekend che ancora non prevede programmi particolari [a parte il Moleskine di Lunedì sera]. Ho un paio di scarabocchi da finire,qualche amico da vedere e tre cd di Capossela da ascoltare in loop, non è molto, ma il solo pensiero mi fa star bene. "Una giornata senza pretese non ci succede una volta al meseeee..." Tre nel mio caso, che figata... qui è il caso di dirlo.
STRANE CONVERSAZIONI
Il Cacciatore: Lola, tu vieni a mangiare?
La Lola: No
Il Cacciatore: Ma stai a dieta?
La Lola: No, sto in ufficio.
Entrerò in casa e sarai tu ad invitarmi. Niente di sospetto... il Famiglio resterà sveglio per sfidarti ai rigori mentre io perderò miseramente la battaglia con il sonno accartocciandomi sulla Sedia del Master come plastica nel camino. Dormirò tutta la notte e alle prime luci che filtreranno dalla persiana chiusa aprirò gli occhi.
Mi muoverò prima che il telefono squilli e non dovrò nemmeno fare piano, non ti sveglieresti comunque. Ti immobilizzerò, che sia spago, sonnifero nel latte o un colpo ben assestato alla nuca, beh, è ancora tutto da decidere. Il Famiglio mi aiuterà a sistemarti sul Transporter del ’74 e poi partiremo. Probabilmente ti sveglierai lungo il tragitto, ma sarà tardi… cercherai spiegazioni che non ti daremo. Viaggeremo per un giorno e una notte e poi, arrivati abbastanza lontano ti chiederemo di scendere assieme alla Nebbia. Un pieno, un bacio, una pacca sulla spalla "Ora torna a casa… lentamente" diremo e forse è li che capirai.
Mi aspetterò una risata e un 'fanculo... se ti conosco abbastanza.
[...]Anticamente ricordo di avere pensato che il mondo potesse comprendersi tutto in un solo momento e vivevo contento di averlo compreso. Ultimamente, piuttosto, considero tutta la vita un gelato, che viene leccato da tutte le lingue del mondo schifato, ma ancora goloso [...]
(Daniele Silvestri - Prima di essere un uomo)
All'undicesimo rintocco ho ancora il groppo in gola. Gli ho contati... non lo faccio mai, anzi di solito non li sento nemmeno. La sera è fredda, ma soffoco e apro la finestra. Undici colpi identici sopra alla musica tenuta bassa, perchè nell'altra stanza dormono già. In testa il NO deciso di chi si ostina a non capire si ripete come se fosse inciso su un vecchio disco rovinato. Insopportabile lagna.
Ho bisogno di pensare... vorrei trovare un'ora per pensare, pensare soltanto. Voi ci riuscite? A non fare altro intendo. Io penso spesso mentre cammino e questo mi giustifica dalla totale mancanza d'orientamento, semplicemente non guardo dove vado. Alterno un piede davanti all'altro e la mente è altrove.
Anche la musica mi fa pensare... ma di solito il brano proietta il pensiero in una direzione precisa, rievoca, propone immagini e atmosfere, lo guida per una strada che qualcuno, prima di me, ha deciso.
Penso nei classici non-luoghi (e qui Leonardi ritorna). Ascensori, sale d'aspetto, tram, ma è tutto troppo breve e troppo dispersivo... sali, siediti, alzati e scendi di nuovo, per una, due, dieci volte. Dispersivo. Penso al bar, mentre faccio colazione, ma c'è sempre un giornale da leggere e qualcuno da salutare. Penso la notte, a letto... ma è irritante perchè finisco sempre per lasciare tutto a metà e ritrovare il filo del discorso è difficile se non ti sei accorto di averlo perso. Penso in bagno da quando ho cominciato a trovare noiose le etichette del bagnoschiuma, penso al cinema, quando mi capitano quei film in cui già dalla prima scena intuisci il finale e gli eventuali seguiti, una volta pensavo in chiesa.
Quello che non mi capita mai invece è di pensare e basta. Stare ferma, sdraiata da qualche parte con gli occhi al soffitto e le mani sulla nuca a pensare. Forse è la mancanza di tempo o forse il tempo c'è, ma il "fare niente" non riesco a concepirlo come qualcosa di costruttivo e sono quasi sicura di essere in errore. Voi ci riuscite? Mi interessa davvero.