Milano puzza.
E' come quando qualcuno ti fa notare un rumore fastidioso a cui non prestavi attenzione. Il gocciolìo di un rubinetto, il sibilo insistente del condizionatore... non serve ignorarlo, ti perfora e non puoi più fare a meno di ascoltare.
Con l'odore è lo stesso. E' bastata una zaffata umida e appicicaticcia appena fuori dalla stazione, credo fosse fogna o urina, non lo so dire con certezza, ed eccomi allerta a captare ogni minima variazione dell'aria, che già di suo sa di acqua morta. Nelle vicinanze del bar del mattino arriva, portato dal vento basso, l'odore della Torrefazione. Ammetto che questo è discutibile, ma credo di amare il caffè almeno quanto odio l'odore dei chicchi tostati.
Superato il chiosco del pesce fresco [!] alla rotonda di 24 Maggio credevo di aver passato il peggio, naturalmente avevo sottovalutato i cantieri di San Gottardo e le loro colate di catrame fumante. L'odore dell'ufficio chiuso da 3 giorni che caratterizza i miei lunedì mattina mi ha quasi dato sollievo.
Milano puzza, probabilmente domani tornerò a non farci caso.
Weekend dal ritmo strano, Tum-tu-tu-tum. Balli che vengono da lontano, li vedo restare in bilico sulle note pesanti delle percussioni Tum-tu-tu-tum. Pelli scure e anime candide avvolte in sete sgargianti. Sto bene qui... sto bene e lo ripeto in continuazione. I lampi si alternano ai fuochi d'artificio, altri colori e lo stesso ritmo Tum-tu-tu-tum. Il vino non è innocuo e allora giù con i discorsi seri. L'estate è scivolata fuori dai vestiti leggeri, l'estate che si fuma, l'estate che ci tatua il sole sulle caviglie. Sto bene e ad altro non voglio pensare.
A proposito di talenti veri e di progetti validi:
http://www.1000journals.com/
This is an experiment, and you are part of it.
C'è anche un'umile versione italiana che merita un po' di attenzione.
http://sketchbook.splinder.com/
GUARDARE AVANTI
Si parla di creatività [termine logoro e abusato, come dice word]… quella vera, spregiudicata. Quella che osa e che esprime pezzetti di sé. Si parla con persone che ne fanno un credo, che ne trasudano a secchi.
Poi si fanno le riunioni:
La Preda: …quindi cosa ne pensate?
Sushi: Beh, per quanto mi riguarda io farei come era stato detto all’inizio. Altrimenti significa aver detto un sacco di cazzate ai ragazzi della community, che comunque hanno mandato idee e progetti.
La Preda: Ma cosa vuoi che me ne freghi dei ragazzi della community, noi dobbiamo vendere il marchio… dobbiamo diventare un simbolo e i ragazzi devono pagare per avere qul simbolo addosso… hai capito Rita? Cosa dobbiamo fare noi?
Sushi: Vendere il marchio!
La Preda: Brava! Vendere il marchio!
Sushi: …ora mi sta sanguinando la gola, lo sai vero?
La Preda: Mi mancava solo la paladina della giustizia davanti alla scrivania.
E allora smettiamo di parlare con quelli che “sono”. Parliamo con quelli che “comprano” e “copiano”, che hanno gli sguardi attenti e vivi come quello del pupazzetto appeso al loro cellulare…

Il Poeta e il Famiglio propongono le rivoluzioni… loro che hanno lo sguardo un po’ diverso, che guardano avanti e non sbirciano ai lati. Loro, che sono l’esempio perfetto di tutte quelle persone che non voglio deludere abbassandomi a questa stupida farsa. Poi mi rendo conto che tra quelli che guardano avanti però ci sono pure io… che avrò la mia occasione per dimostrare che ho ragione e non mi perderò certo il gusto di dire “te l’avevo detto” appena prima di chiudermi la porta alle spalle.