C'era una volta una bambola. Non una di quelle ultra moderne tutte plastica e vestitini, e nemmeno una di quelle classiche, con boccoli, pizzi e nastrini. Era una bambola di pezza, un po' strana forse, ma a suo modo graziosa. Se ne stava seduta sulla mensola più alta, in attesa che qualcuno la invitasse a giocare.
Un giorno venne un giovane, la prese con delicatezza e soffiò via un leggero strato di polvere che le si era depositata sui lunghi capelli di lana rossa, ma non fu solo la polvere a volare via. La cucitura centrale si era allentata in più punti e dalla "ferita" fuoriuscivano carta, sabbia, cotone.. tutto ciò che la riempiva. Il giovane avvampò di rabbia e si decise a trovare il responsabile... Non erano molti quelli che si fermavano a giocare con la bambola, così senza indugiare si recò dal PRIMO.
Lo trovò in una stanza piccola, illuminata da una luce azzurrina, assorto in profonde letture. L'uomo non alzò lo sguardo, si limitò a fare una smorfia e poi parlò: "Naaa, un tempo ci giocavo è vero, ma sono mesi che non la tocco nemmeno. Mi sarà caduta un paio di volte, ma che diamine è di pezza! Non si rompe mica con una caduta! Di certo non sono stato io." non aggiunse altro e tornò a leggere. Il giovane annuì convinto, alzò le spalle e decise di raggiungere il SECONDO.
Lo trovò in una stanza buia, pregna di aria vissuta. L'uomo, affaccendato in mille attività, assunse un'espressione sorpesa, poi sorrise e modificò la voce ad imitare quella di un bambino che ha appena combinato un guaio: "Lo ammetto!" disse "l'ho presa poco tempo fa per giocare con Bob, il cane. Oh, vedessi com'era felice! la tirava e la mordeva! Certo alla fine lei era un po' malconcia. Si era rotta proprio qui, sulla piega del ginocchio e stava per perdere l'occhio sinistro, ma vedi? L'ho ricucita e ti assicuro che quello squarcio non c'era. No, no, di certo non sono stato io." Il giovane annuì di nuovo, convinto di essere finalmente alla fine della sua ricerca. Sicuro e svelto arrivò dal TERZO.
Lo trovò in una stanza moderna e accogliente, una musica triste, ma piacevole riempiva il silenzio. Appena vide la bambola l'uomo si portò le mani al viso e gli occhi gli si riempirono di lacrime. "Chi le ha fatto questo? Oh, ci tenevo così tanto... la portavo sempre a letto con me e la stringevo forte per cercare conforto dalla notte. Era il mio cuscino, la mia fonte di calore... mai e poi mai le avrei fatto del male. Di certo non sono stato io."
Questa volta confuso il giovane uscì anche dall'ultima stanza e si ritrovò a fissare i due bottoni azzurri che aveva al posto degli occhi, poi sospirò forte: "Quanto tempo sprecato, hai fatto tutto da sola, non è vero?" la scosse leggermente e di nuovo parte dell'essenza in lei contenuta ricadde sul pavimento "beh, sai che ti dico? Che non ho né il tempo né la voglia di aggiustarti... dovrai farlo tu stessa e sarà meglio che tu faccia un ottimo lavoro" disse infine, infilandogli un ago nel ventre.