L'angolo della posta
la dott.ssa ShinySushi risponde
La decisione di aprire questa innovativa rubrica è stata presa dopo aver visionato (e attentamente selezionato) alcune parole chiave attraverso le quali, voi malato pubblico internettiano, siete giunti fin qui. Chiedo anticipatamente perdono alla Mella che mi ha preceduto di pochi giorni sulla stesura del post. "Giuro che non ti ho copiato... in ogni caso se vuoi parlare con me, da oggi, rivolgiti al mio avvocato."
Cominciamo:
"annusarsi" "patologia": Carissima Ciccina80, la tua richiesta è poco precisa. Mi è parso di capire che ti annusi frequentemente, il punto è stabilire cosa. Mi spiego: se quando ti rigiri sul divano mentre guardi la tv, nel torpore che precede il sonno cominci a usmarti l'incavo del gomito SEI ASSOLUTAMENTE NORMALE. Davvero, perfettamente sana, nulla di cui preoccuparsi... hem. Diverso se al centro di piazza Duomo ti contorci in pose inumane per soddisfare l'irrefrenabile impulso di annusarti le scapole... a quel punto metti giù un piattino che almeno ci guadagni qualche spicciolo.
cocaina+umida: Caro Agnellino78, innanzitutto smettila di nascondere la mercanzia nella tavoletta dedorante del Wc, capisco che i tuoi amici abbiano apprezzato il fresco aroma menta e limone, ma è comunque poco igienico... Se questo non dovesse risolvere il problema umidità la soluzione è molto semplice, aggiungici un po' di sale e spalmatela su un panino.
sangue fumato: Simpatico Vlad, trovo il tuo dubbio parecchio curioso. Dando per scontato che, date le tue singolari abitudini, sarai ormai un concentrato di malattie virali miste, la domanda che sorge in un generale coro spontaneo è: perchè?
orticaria mattino: Anonimo75 ti suggerisco caldamente di mettere a lavare le lenzuola.
Per tutti quelli che hanno cercato Leonardo Lavorini, Silvia Stefini, Strolippo*, Tarab: Avete sbagliato blog, fatelo ancora e vi denuncio.
*Io amo follemente quest'uomo, visitatelo, leggetelo e riempitelo di gloria.
Del Dormir fuori...
Se c'è una cosa che a ShinySushi piace proprio tanto è dormire a casa della gente. Ho l'animo scroccone e un buon sacco a pelo. C'è da precisare che, salvo dovute eccezioni, la mia definizione di dormire fuori è spoglia da ogni maliziosa congettura (e l'anonimo Tommy lo sa bene). Naturalmente non mancherò di illustrare i vantaggi che porta ospitare cotanta grazia di fanciulla:
- Ho la certificazione Foppapedretti, alias, mi adatto a tutti gli spazi. Dal materassone ergonomico in lattice con vapori di eucalipto a rilascio progressivo, al tappeto in canapa naturale che (personalmente testato) punge più di qualsiasi altro complemento d'arredo esistente.
- A causa del mio assoluto bisogno si ricambiare l'ospitalità ricevuta mi affaccendo tra le mura domestiche lavando piatti, rifacendo letti o sbrinando frigoriferi.
- Se riesco a svegliarmi prima del cortese ospite (e anche su questo l'anonimo Tommy avrebbe da ridire) faccio pure il caffè.
- Non russo (quasi) mai, non mugugno, non sbavo... al massimo rotolo e mi appoggio.
- Al mattino sono di buon umore
Ora, siccome siamo persone oneste illustriamo un paio di svantaggi nell'ospitare ShinySushi per la notte.
- I miei capelli sono in realtà organismi intelligenti e civilizzati, con un sistema goverativo anarchico che ha la colonizzazione della terra come obiettivo primario, indipercui occuperanno la vostra casa per diversi giorni dopo che me ne sarò andata. Il vostro Swiffer li scoverà in ogni dove.
- Do per scontato che, se mi avete invitato, sarete felici di ascoltarmi chiacchierare (ininterrottamente) fino a notte fonda... o mattina presto, dipende dai punti di vista.
- Al mattino sono di buon umore
P.S. Il mio piacere nel dormire in casa della gente è pari al mio odio nel fare la doccia in casa della gente... quindi è altamente consigliato non ospitarmi per più di una notte. Shinysushi è come il pesce, dopo 2 giorni... (ecco... qui l'anonimo Tommy dovrebbe smentire).
Tornare passando per il Naviglio Grande ti mette serenità... è tutto figo sul Naviglio Grande... così figo che un po' ti senti figa anche tu perchè dici "Mizze... sto passeggiando sul Naviglio Grande.. sono troppo figa!". Un po' come quando passi per Brera e ti piglia inevitabilmente l'estro artistico... ti siedi e inizi a scarabocchiare sul tuo Moleskine... (se passi sul Naviglio Grande ce lo devi avere il moleschine, se no non sei abbastanza figo per passare sul Naviglio Grande) comunque dicevo, mentre scarabocchi a Brera tutti ti guardano credendo che chissà quale opera straordinaria stai progettando.. in realtà stai disegnando stelline accanto alla lista della spesa, ma questo loro non lo sanno.
Per raggiungere la stazione dopo un po' devi lasciarlo il Naviglio Grande e svolti a destra in una via piccola in cui vorresti tanto abitare, anche se proprio non ti resta in testa come si chiama. Ieri hai scoperto che in questa innominata via piccola ci vive una pazza, è tutte le mattine davanti a Porta Genova e urla e piange e ride e.. è pazza. Punto. Era alla finestra al secondo piano e parlava e urlava ancora un pochino e poi diceva "Ti prego, aiutami" (Non a te.. al mondo in generale, credo). Quel "Ti prego, aiutami" ti è rimasto un po' addosso... non perchè tu abbia bisogno dell'aiuto di qualcuno, cioè.. forse un buon psichiatra gioverebbe, ma per ora te la cavi, però quella voce stridula sembrava venirti da dentro... più precisamente da quel cencio di amor proprio infugnato tra stomaco e vescica da qualche settimana. Allora cominci a pensare che quella telefonata la devi proprio fare, che di essere ignorata non te lo meriti... e a dire la verità non ti meriti nemmeno gli occhi bassi, il saluto appena accennato, l'imbarazzo e i suoi amici che tentano di proporsi con la sua approvazione.
Tarda serata. Squilla. Tanto. Sei quasi certa che non risponderà e già aumenta il saporaccio amaro di tutto ciò che vorresti dirgli. Poi il "Pronto?" all'altro capo del filo ti fa saltare i budelli nella trachea e ti viene il peggior "Ciao... ti disturbo?" della tua vita. Discretamente sputi il polmone sulla cassettiera e cominci a parlare. Esce tutto limpido e nemmeno tanto amaro. Salato forse... che brucia solo in alcuni punti particolarmente delicati. Lui ascolta, poi spiega, poi si scusa... una, due, tre volte. Tu ribadisci concetti e lui capisce per la prima volta come sei davvero e alla fine ufficialmente ci si lascia andare. "Ci stai troppo dentro." dice... e ci viene anche da ridere. Non credo sentirete parlare ancora di Lui...