Ok. Basta tristezze.
Le trasmissioni riprenderanno dopo la pubblicità.
Restate Sintonizzati.
(ma è roba che si mangia?)
P.S. IO ho mal di stomaco. Io ho bisogno di incolpare qualcuno per questo...
L'unico vero. profondo. Sincero amore della mia vita è stato platonico. Riderete voi, pensando a chissà quale bamboccio hollywoodiano. Riderete voi che non sapete. L'ho vissuto l'amore di De Andrè, IO... quello che strappa i capelli. L'ho vissuto per 4 anni e oltre, lo vivo anche ora, sfigurato, mutilato, talmente sporco da non essere più riconoscibile come tale, ma è amore, solo mio. E' stato ricambiato, per qualche ora soltanto. Tradotto in uno scambio di sguardi colpevoli. Tradotto in mani. Parole. Mai in labbra, pelle, sospiro.
L'ho cercato un altro amore, IO... "sarà la prima che incontri per strada..." dice de Andrè. E' vero. L'ho cercato facile. Mi è stato donato. Mi è stato versato, liquido tra le dita. L'ho lasciato scorrere. Non lo volevo il loro amore. Non quello.
Ho smesso di cercare, ho trovato calore da chi amore proprio non ne aveva. Sono stata bene. Ne ho pianto fuori un po' di amore, IO... ma non gli serviva. L'ha lasciato lì. Ha lasciato me.
L'unico vero. profondo. Sincero amore della mia vita è stato platonico.
Riderete voi... che di amore ne avete ancora, da donare senza paura fottuta.
TRAVOLTO DA UN INSOLITO CESTINO
Hai gettato un euro. Buttato. Disperso. Che chissà quante volte ti è successo, però così mai. Che sei lì nel solito bar, alla solita ora con i soliti familiari sconosciuti che ti salutano e ti rubano il giornale che non leggi più. Finisci di bere l'anonimo cappuccio, che da quando non c'è più Pier a farti i disegnini un po' sei triste. Una volta ti aveva fatto l'albero di natale, con le lucine colorate di sciroppo menta e fragola, quelli sì che erano tempi, ma non divaghiamo, dicevo... finisci di bere l'anonimo cappuccio e ti alzi controvoglia, perchè fuori piove e te hai nelle orecchie la Country Girl dei Primal Scream che con la pioggia c'entra poco. Prendi la tazza vuota in una mano. Tieni lo speranzoso euro nell'altra assieme al cartame da cestinare.
Non volevi che finisse così, una distrazione e ti pare ancora di vederlo scivolare tra le dita, assieme a briciole e tovaglioli. Giù, nell'oscuro pertugio maleodorante. Rifletti sull'eventualità di tuffarti nel pattume a recuperarlo, ma qualcuno ti osserva dal tavolo e con le figure da idiota sei a posto per oggi. Lo abbandoni, privandolo del destino di tutti gli euri. Il viaggio. La scoperta. Nuove tasche, città, paesi.. tutto perduto. Povero... povero eurino.
P.S.
Preciso... nella mia vita accadono cose più stimolanti di questa... solo che OGGI non ne avevo da raccontare. Chiaro?
Incatenata. Ringrazio Scatterhead e IdiotaGlobale che si son prestati catene e lucchetti per coinvolgermi in questa cosa simpatica. Saprò rifarmi in un modo o nell'altro, un giorno... quando meno se l'aspettano. Ma intanto ecco:
CINQUE COSE CHE NON SAPETE DI ME...
1. Mi viene difficile svelare un mio segreto in quanto, e questo è proprio il primo segreto, io non riesco ad avere segreti. Non so mentire, non faccia a faccia almeno. Al telefono, tramite chat, blog (!) o con la testa sotto il piumone posso facilmente interpretare un camionista torinese (tipo...), ma a contatto visivo è partita persa. A domanda diretta rispondo con sincerità meccanica, inutile raccontare delle mie difficoltà adolescenziali:
"Rita, hai bevuto?" "Sì"
"Rita, sono tue queste sigarette?" "Sì"
"Rita, mi vuoi lasciare? "Sì".
Se la domanda lascia qualche spiraglio al massimo ometto.
"Rita, mi hanno detto che t'han visto con Caio... che facevi?" "Non cacciavo alligatori". Ecco.
2. Preparatevi, questa è una rivelazione shocking, come quando Mark Owen (Take That, abbiate pazienza ho avuto 13 anni pur'io) ha dichiarato di essere gay... non l'ha fatto? Lo farà, ma torniamo a noi, pronti? IO IN REALTA' NON HO I CAPELLI ROSSI. Tecnicamente sì, ma sotto sotto (e via a battutacce da osteria) son bionda come un angioletto. Da bimba somigliavo a Shirely Temple, solo più tonda e meno abile nel TipTap.
3. Di questa un po' mi vergogno. Per un periodo discretamente lungo della mia giovinezza, sono stata la pupa da giostre. Mi abbarbicavo sul braccio sinistro di tale Giovanni, mentre lui dava sfoggio del bicipede destro, sferrando pugni da "OHOHOH MACHOOOO" all'Elettro-Pungiball. Io lanciavo l'urletto e quello si eccitava tutto. Passavo i pomeriggi a bordo autopista flirtando con i digéi che poi mi regalavano i gettoni. Io e la mia amica, uguale uguale che sembravamo i teletubbies, salivamo aggratis e ci facevamo fare le dediche. Una volta ci hanno dedicato "Più bella cosa" di Ramazzotti ed è scattata la rissa, mica balle. Ho smesso dopo l'esorcismo.
4. Ho rischiato la cecità. Del punto quattro ci faccio pure informazione... RAGAZZI, NON ADDORMENTATEVI CON LE LENTI A CONTATTO. Io l'ho fatto e sono stata in ospedale tre giorni (più ulteriori sette a casa) senza nemmeno poter leggere un giornale o guardare la tivì. Sfregando sul cuscino, le lenti m'hanno tagliuzzato la cornea... pensando fosse cosa da nulla, sono corsa dal mio amico ottico che invece è svenuto dopo avermi guardato con il microscopio. Una volta rinvenuto mi ha caldamente consigliato un prontosoccorso o innesti oculari cibernetici. Adesso non è che ci vedo bene bene, saran le batterie...
5. Sono in grado di conversare per diversi minuti solo con me stessa. Domande, risposte e opinioni contrastanti. Mi consiglio sul maglione da abbinare e poi mi chiedo un parere psichiatrico sul fatto stesso di conversare da sola. In poche parole, sono schizofrenica, ma consapevole.
Considerato che il già nominato Scatterhead ha passato questa catena a tutti i contatti a cui vorrei passarla io, (Mella, Pagly, etc...) ho deciso di poggiare qui la patata bollente. Prendetela e dite pure che ve la manda Shiny... a meno che Strolippo non voglia fare un tentativo... hem...
Bestiario 2007
Bestia n. 1
Il Divieto di Sosta
Specie assai diffusa ai giorni nostri, soprattutto ora che una Moratti artisticamente ispirata colora di giallo e blu tutte le righe dei parcheggi milanesi (Polemica, io? Giammai!), il Divieto di Sosta si riproduce a ritmi vertiginosi tanto da essere considerato ormai una piaga sociale, quanto piccioni, graffiti e i ristoranti fusion giappocinovietnamiti.
Appartanente alla famiglia dei parassiti si sposta grazie a grossi mammiferi per provvedere al proprio sostentamento. (come le ombrette su ippopotami in divisa). Fate molta attenzione, il diveto di sosta preda nell'ombra e tende a cibarsi dei vostri più cari 36 euri. (Qui taccio o impreco?)
Vacanze Romane

Decidere di partire per Roma quattro giorni prima è sconveniente, soprattutto a capodanno. Il mio papà, conscio del mio talento nel credere a qualunque idiota tenti di vendermi diavolerie, dice sempre "Va che non ti regala niente nessuno", quindi l'appartamento in San Pietro a pochi spicci un po' mi puzzava di sola. La felice scoperta che di sola non si trattava mi ha ben disposto per i giorni successivi che, fedelmente, hanno mantenuto 14 gradi di teporino costante.

Mi sono innamorata di Trastevere, in cui vorrei vivere e prolificare. Per arrivare a Trastevere c'è una via lunghissima che si chiama Lungara (che i Romani mica chiamano le vie così per dire), la Lungara è piena di Vampiri che ti spiano dalle finestre in alto (non si accettano obiezioni). Non mi hanno morsicato perchè bastano due occhiatine per capire che di sangue ce n'ho pochino, ed è pure anemico.

La notte dell'ultimo nessuno mi ha avvertito che le porte romane si chiudono pure senza chiave, cosa che diventa un problema se, nella foga della quasi mezzanotte, dimentichi il mazzo nella toppa DENTRO l'appartamento.
Colpo di fortuna e la porta si apre, evitandoci così di brindare al nuovo anno con i pompieri venuti a prenderci ad accettate.
Si festeggia in strada, tra botti, baci e lavate alcoliche.
BUON ANNO dunque... e speriamo bene.

Il padrone di codesto canino è venuto a trovarmi in queste vacanze centro-italiche.
Io lo amo, ma c'è da lavorarci... di quale blogstar starò parlando?