E' nata NoGlobal... Dio ci aiuti!
Si chiamava Roberto, portava enormi occhiali dalla montatura in plastica azzurra, la lente sinistra coperta da una di quelle toppe appicciose color carne. Interpretando San Giuseppe alla recita di Natale aveva fatto pipì sul palco, aveva sei anni e lo amavo.
Al parentado completo era già stato annunciato il matrimonio fissato per il quandosarògrande e avevo stimato 3 bambini circa, ognuno con la propria piccola toppa e la vescica debole.
Mia madre lo trovava orribile, immagino trovasse orribili anche i suoi ipotetici nipotini, ma questo non l'ha mai detto chiaramente. Mio padre dalla sua, incoraggiava questa unione con semplici motivazioni:
a) I genitori del bimbo in questione erano proprietari di una concessionaria Mercedes ben avviata da donare al figlioletto al compimento della maggiore età.
b) Il bimbo in questione pareva cagionevole e destinato a non superare i 25 anni. (un rapido matrimonio con rapida divisione dei beni mi avrebbe garantito un discreto stile di vita fancazzista).
c) Al mio papà le Mercedes piacciono tanto...
Io invece l'amavo davvero e sognavo di fuggir con lui in capo al mondo, tipo Napoli. "Robé! Robé!!! Ti si scurdat'o taffio!". Per me Napoli era lontanissima... ci andava il mio papà a lavorare per mesi e mesi e tornava sempre con i giocattoli. Napoli + Mesi + Giocattoli = Napoli era un posto strafigo però in capo al mondo che ci mettevi un casino ad andare. Tutto torna.
Il nostro amore fu diviso dal destino di due scuole elementari separate. Ripiegai su un altro Roberto... più bellino, con il papà giornalista e la mamma insegnante arcigna. Niente occhiali, ma musetto appuntito e occhi neri, villetta bifamiliare e buona istruzione. Con un po' di delusione per la mancata Mercedes papà diceva "Dai, continua così che ti sistemi bene te, va là" anche il secondo Roberto fu naturalmente dimenticato tra i banchi della scuola dell'obbligo...
Le prime avvisaglie ci furono in vacanza... frequentavo la seconda superiore e cominciai a trovare attraente un cameriere mantovano dalla parlata fluida e i primi accenni di peluria sul mento. La barba... quale universo oscuro. Fino ad allora trovavo disgustosi i miei compagni quindicenni con il baffetto prematuro, ma quel pizzetto accennato era tutta un'altra cosa. Simone si chiamava, mi amò per tre giorni contati... il tempo necessario per capire che al massimo si limonava.
Da lì fu poi il declino, universitari squattrinati, aspiranti fumettisti, camerieri scrittori e bikers semi-alcolizzati. Argomentavo sotto gli occhi increduli dei miei come i soldi non facessero la felicità, ma come piuttosto un'intesa intellettuale (cof) potesse far funzionare un rapporto. Due cuori e una capanna, la due cavalli e una vagonata di ideali. "E' nata NoGlobal!" dissero in coro" "Che Dio ci aiuti!"
Incatenata, ma con intellettuale garbo.
Ricevo da Strolippo e cito l'inizio di cinque libri che hanno (più o meno) influenzato questi miei quasi venticinque anni:
"Il mio nome per la legge è Alexander Perchov. Ma tutti i miei amici mi chiamano Alex, perché è una versione del nome più flaccida da pronunciare. Mia madre mi chiama Alexi-basta-di-ammorbarmi perché sempre la ammorbo. Se volete sapere perché sempre la ammorbo, è perché sempre sono in altri posti con amici, e seminando tanta moneta e eseguendo così tante cose che possono ammorbare mia madre."
Ogni Cosa E' Illuminata di Jonathan Safran Foer
"Tutto è accaduto dopo la morte di Jack e prima che io e mia mamma annegassimo a bordo di un traghetto in fiamme sul freddo corso color Tannino del Guaviare, nella colombia centro-orientale in compagnia di quarantadue persone che non avevamo ancora avuto il piacere di conoscere."
Conoscerete la nostra velocità di Dave Eggers
"E’ un apparecchio singolare," disse l’ufficiale all’esploratore e abbracciò con uno sguardo quasi d’ammirazione l’apparecchio che pure gli era ben noto. L’esploratore sembrava aver accettato solo per cortesia l’invito del comandante ad assistere all’esecuzione di un soldato che era stato condannato per insubordinazione e oltraggio ai superiori.
Nella Colonia Penale di Franz Kafka
"La notte del trenta agosto 2039 un’ondata di caldo eccezionale soffocava gli stati uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l’erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina. Metà degli abitanti invase le strade cercando scampo verso il mare."
Terra! di Stefano Benni
"Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo "amare"… il verbo "sognare"…
Naturalmente si può sempre provare, Dai, forza: "Amami!" "Sogna!" "Leggi!"
"leggi! Ma insomma, leggi, diamine, ti ordino di leggere!"
"Sali in camera tua e leggi!"
Risultato?
Niente.
Come un Romanzo di Daniel Pennac
E ora da brava bloggher diligente rigiro la questione a Scatter, KirBoy, Pagly, Idiota Globale e Pier. Buon divertimento...
Non c'ho voglia.. non c'ho tempo.
Domani posto, forse.
So che non ve ne frega una pippa, ma si fa così per parlare...
D'amore, di morte e di altre sciocchezze.