
Ok, questa è per pochi eletti... son desolata. U_U
L'arte oscura del Fai-da-te

"Usa la forza Lola... usa la forza" e lei spinge e avvita e la forza la usa fino a far combaciare i pezzi. La creatura sorge fiera e potente.

Io rientro dal lavoro e trovandomi di fronte a tale magnificenza ne tasto la resistenza. Un traballare timido mi insospettisce, La Lola col piedino svela che i pezzi non sono combaciati proprio tutti tutti.

Padrona di lodevole intelletto mi chino sugli attrezzi, certa di avere in pugno la soluzione. Dopo svariati minuti infatti l'attaccapanni è completo e... cof... pronto all'uso.


Da bambina avevo un sacco di pesci... mio padre li adorava e aveva un acquario enorme, di quelli che sembrano fondali marini, ma con i templi Maya sul fondo, che tu ti chiedevi perché e non sapevi risponderti. La piccola comunità ittica proliferava davanti ai miei occhi, i nonni pesci narravano del periodo delle persecuzioni ai nipoti "...e si doveva mangiare insieme a centinaia di pesci cardinale... porci... ti rubavano le alghe essiccate di bocca. Promettimi che non avrai niente a che fare con i pesci cardinale figliolo". L'avvento del grande retino, le deportazioni in bolle di plastica e così via, fino al fondale Maya. Io invece volevo un gatto. Desideravo un gatto con tutta me stessa.
"Mamma mi prendi un gatto?" "no."
"Mamma mi prendi un gatto?" "no."
"Mamma mi prendi un gatto?" "no."
"Mamma mi prendi un gatto?" "va bene, ecco il gatto."
"..." "..."
"Mamma me ne prendi un altro? Solo due gatti! Daaaai!"
Adoravo i gatti, ne avrei allevati cento, mille, il mio bisogno di gatti era incontenibile. La bambina disadattata della Barilla era la mia eroina personale. Il gattino... ve lo ricordate il gattino soffocato nella cerata gialla? Ecco... io volevo quel gattino, io volevo essere quella bambina, avrei accettato anche la famiglia degenerata che la faceva tornare a casa da sola, di sera, sotto un acquazzone biblico.
Crescendo la situazione non è migliorata e naturalmente il mio bisogno di gatti non è stato placato. Alla firma del contratto d’affittanza già argomentavo i vantaggi di avere un affettuoso felino per casa ad una Lola inamovibile.
"Lola prendiamo un gatto?" "no."
"Lola prendiamo un gatto?" "no."
"Lola prendiamo un gatto?" "no."
"..."
"..."
"E' un gatto quello?".
Ora, voi potete anche dire che si tratta di una coincidenza, che quel cosino arrivato dal tetto non è un segno divino e che tanto è dell'inquilino del piano di sotto e non ci sono cazzi, potete. Ditelo se volete. Sta di fatto che Toulouse, così si chiama il gatto (To Lose per gli amici, considerata la sua abitudine ad abbandonare la dimora ufficiale) ormai appare tutte le sere, entra, si struscia, addenta, distrugge un paio di oggetti, si ristruscia, si accomoda e si lascia amare. Ogni tanto il diciassettenne che abita di sotto viene a reclamare la sua proprietà e noi gli restituiamo (senza entusiasmo) la bestiola sana e coccolata. La madre del ragazzo inoltre, mortificata dall'invadente animale, si prodiga in scuse e riverenze ogni volta che ci incrocia, sorvolando ad esempio su episodi quali la mia festa di compleanno, dove 15 persone urlanti hanno baccanato fino alle tre di notte in 45 metri quadrati. Lassù qualcuno mi ama.
ShinySushi si tuffa nella sua
nuova emozionante vita milanese.

Che poi non è nemmeno vero. Che poi mi sto divertendo un casino e nemmeno lo immaginavo. Yep!
Dal Vangelo secondo "Il Normale"
Che siccome se uno lo legge, e voi siete più di uno, pensa "ma che immaginazione che hanno 'sti due..." sappiate che il dialogo successivo alla mail del "Normale" e la stessa mail del "Normale" sono assolutamente autentici. A parte l'albino che ce lo siamo immaginati. Ecco.
(Che poi Scatter se le vada a cercare...)

Per leggere le scrittine-ine, clicca sull'immagine (solita solfa, su.)
Sangria approssimativa.
e) Farsi fotografare in pose vamp su giovini accasati favorisce il ricatto degli amici malvagi, dovrei imparare a pretendere percentuali. 
Mi sono intrippata con i super-cosi, spiacente ma ve ne toccheranno un bel po'.
(lo so che lui ha il braccio lungo, mi piaceva... non rompete i maroni)

PREMESSA: Ho da lavorare. Questo significa che non ho il tempo materiale per scrivere roba figa. Questo significa che non ho il tempo di scodellare battutine e salamelecchi sul weekend passato. Questo significa che questo post rimarrà cacato male così com'è ora. Se volete leggere qualità andate dagli altri 7, ma poi tornate che mi sento sola e sono pur sempre una bloggher cacchio, con i commenti ci campo!
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Weekend bellerrimo con bloggher che contano. C'è da ringraziare il Greenwich per l'ospitalità in terra toscana. Ardez per lo sbattimento disumano che s'è fatto nello scarrozzarci, per il tettuccio apribile e per la musica di prestigio. Pagly per la compagnia lettifera e l'asciugamano perduto. Scatt per i gossip e Rat-man. Batgirl per l'ininterrotto versamento di alcool. Juditta per i sorrisi cioccolatosi e la gonna corta che ha distolto l'attenzione dalla mia patetica sbronza (un po'). Soulkitchen per l'impeccabile servizio di co-pilotaggio. Adesso mi riprendo cinque minuti e poi si fa il bis, ovvio.
Per sbirciare (portinaie) dovete guardare queste fotine qui:
Le foto di Juditta
Le foto di Batgirl
Le foto di Pagly
Le foto di Ardez