Flavio Pirini
La X indica il punto
Succede che arriva la primavera e non è che sono metereopatica, ma anche sì... in ogni caso non s'è risvegliato nessun leprotto tamburino ed i fiori si stanno ritirando tutti quanti, maledicendo quell'accenno di sole che gli ha suonato il citofono troppo presto ed è poi corso via ridacchiando.
Tu spunti in serate tranquille non previsto come un brufolo sulla fronte, ma più carino. Ti avvicini nonostante i miei evidenti tentativi di disgregazione. "Enterprise, teletrasporto".
Sorridi, baci, brindi e chiedi di me. Hai un nuovo tatuaggio e ancora cerchi di giustificarlo, ma quel che penso lo sai già. L'unico fondamentale scopo di un tatuaggio è quello di essere baciato. Niente menate sull'essere della serie "Questo simbolo rappresenta la mia ribellione sociale contro le torte di mele". No. "La X indica il punto" e io guardo le curve morbide disegnate sotto la clavicola e non ti ascolto mentre ne spieghi il significato. Vorrei solo baciare pelle/inchiostro e ricordo quando a farlo eri tu, al mattino, per svegliarmi da notti in cui di dormire non c'era verso.
Ti scappa un complimento strano e non dovresti, così scappo io, perchè... in soldoni, il fatto che sia tornata la primavera non mi turba granchè, è il tuo di ritorno che puntualmente mi frega.
P.S.
La canzone ascoltatela che è bella. Davvero.

Ecco qui le fotine per i curiosi
versione 1: finta figa | versione 2: alcolismo e baffetti.
(purtroppo son piccole e non esplicative, ma son le uniche che ho)
Tornare passando per il Naviglio Grande ti mette serenità... è tutto figo sul Naviglio Grande... così figo che un po' ti senti figa anche tu perchè dici "Mizze... sto passeggiando sul Naviglio Grande.. sono troppo figa!". Un po' come quando passi per Brera e ti piglia inevitabilmente l'estro artistico... ti siedi e inizi a scarabocchiare sul tuo Moleskine... (se passi sul Naviglio Grande ce lo devi avere il moleschine, se no non sei abbastanza figo per passare sul Naviglio Grande) comunque dicevo, mentre scarabocchi a Brera tutti ti guardano credendo che chissà quale opera straordinaria stai progettando.. in realtà stai disegnando stelline accanto alla lista della spesa, ma questo loro non lo sanno.
Per raggiungere la stazione dopo un po' devi lasciarlo il Naviglio Grande e svolti a destra in una via piccola in cui vorresti tanto abitare, anche se proprio non ti resta in testa come si chiama. Ieri hai scoperto che in questa innominata via piccola ci vive una pazza, è tutte le mattine davanti a Porta Genova e urla e piange e ride e.. è pazza. Punto. Era alla finestra al secondo piano e parlava e urlava ancora un pochino e poi diceva "Ti prego, aiutami" (Non a te.. al mondo in generale, credo). Quel "Ti prego, aiutami" ti è rimasto un po' addosso... non perchè tu abbia bisogno dell'aiuto di qualcuno, cioè.. forse un buon psichiatra gioverebbe, ma per ora te la cavi, però quella voce stridula sembrava venirti da dentro... più precisamente da quel cencio di amor proprio infugnato tra stomaco e vescica da qualche settimana. Allora cominci a pensare che quella telefonata la devi proprio fare, che di essere ignorata non te lo meriti... e a dire la verità non ti meriti nemmeno gli occhi bassi, il saluto appena accennato, l'imbarazzo e i suoi amici che tentano di proporsi con la sua approvazione.
Tarda serata. Squilla. Tanto. Sei quasi certa che non risponderà e già aumenta il saporaccio amaro di tutto ciò che vorresti dirgli. Poi il "Pronto?" all'altro capo del filo ti fa saltare i budelli nella trachea e ti viene il peggior "Ciao... ti disturbo?" della tua vita. Discretamente sputi il polmone sulla cassettiera e cominci a parlare. Esce tutto limpido e nemmeno tanto amaro. Salato forse... che brucia solo in alcuni punti particolarmente delicati. Lui ascolta, poi spiega, poi si scusa... una, due, tre volte. Tu ribadisci concetti e lui capisce per la prima volta come sei davvero e alla fine ufficialmente ci si lascia andare. "Ci stai troppo dentro." dice... e ci viene anche da ridere. Non credo sentirete parlare ancora di Lui...
Per la corretta gestione del sistema e un prolungato funzionamento ottimale è utile conoscere, almeno in parte, il linguaggio di programmazione.
Stralci dal Manuale Utente ShinySushi Ver. 1.1
[...] Spesso vi capiterà di usare il prefisso "te la prendi se..." in una domanda generica [es. "te la prendi se domani non vengo?"]. Partendo dal presupposto che se esordite con una cosa del genere sapete già di essere in una posizione di svantaggio, ecco come interpretare le risposte random generate dal sistema:
Sì ----------> Sì
No ----------> Sì
Forse -------> Sì
Boh ---------> Sì
Pappapero ---> Sì
I significati non sono editabili nemmeno inserendo la modalità "ti guardo con
gli occhioni più miciosi che ho." Nel caso si verifichi che il sistema risponda alla domanda con un'altra domanda, c'è il rischio di un pericoloso surriscaldamento. Ecco qualche esempio.
Perchè? -----> Sì, spero che la scusa sia credibile
Secondo te? -> Sì, ma vediamo se ci arrivi da solo
Dai? --------> Sì, stronzo.
In ognuno dei casi sopracitati è consigliabile riavviare il sistema baciando tempestivamente le aree indicate in fig. 1 [Ctrl + Alt + Canc]
Gentile Utente Lui,
La informiamo che la promozione estiva "ShinySushi Senza Impegno [S.S.S.I.]" è scaduta in data 01.09.2006. Sicuri che i vantaggi illustrati nella versione Free siano stati di suo gradimento le scriviamo al fine di sottoscrivere con Lei il contratto a scadenza annuale [rinnovabile].
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(la descrizione dettagliata è accessibile dalla sua area riservata)
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N.d.A. Che dite? Se glielo chiedo così di ufficializzare? Si spaventerà mica...
Il diavolo vuole me... L'Espinoso è il messaggero. Ogni giorno più minaccioso osserva il mondo dall'alto della sua mensola. Mi sembra quasi di sentire il battito flebile di un cuore nella sua pancia puntuta. [A voi non fa un po' senso?] Diseducativo
Giorni fa, tra le montagne che han visto pomiciare Renzo e Lucia, si stava all'aperto a chiacchierare e spetasciare zanzare. Un po' si chiacchierava, un po' si spetasciava... in allegria. Fatto sta che si comincia a parlare di infanzia (di politica, letteratura, guerra e salvezza dell'umanità ne avevamo già discusso prima, giuro) e LUI, che già da bambino vantava una certa predisposizione al danno, racconta di essersi buttato dal secondo piano con l'ombrello aperto. "Mary Poppins ci riusciva!" urlava, mentre infermieri e genitori tentavano di rimettere insieme le rotule.
Mary Poppins? Proprio lei, paladina delle mamme apprensive e scassamaroni del mondo, è responsabile delle fratture multiple sulle gambine di un bimbo innocente (e un po' babbo). Ora, tralasciando le motivazioni che porterebbero un bel giovinotto biondo a immedesimarsi in una tata londinese del 1906, mentre i suoi amici si buttavano da altezze analoghe gridando MAZZZINGA ZETAAAAAA, mi concentrerei sul personaggio incriminato.
Il Comitato Genitori Tivùfobici se la prende tanto con i cartoni violenti di oggi, ma voglio dire... con Dragonball, il massimo che ti può succedere è che un pischellino ti corra vicino con le manine stile "specchio riflesso" e urli "Onnndaaaa Kame, Hameeee, AH!" mica ti disintegra un Monet originale saltandoci dentro a piedi uniti come ben insegnava la nostra donnina perfetta. The sul soffitto? Balletti acrobatici sui tetti assieme a ometti sporchi, allegri e felici che problemi non hanno? Dovrebbero darlo in seconda serata, o perlomeno mettergli un bollino giallo!
P.S.
Mi rendo conto ora di essere cresciuta tra cavalieri in armatura rosa che maneggiavano catene (amavo Andromeda, era così fetish!), e esserini blu che vivevano in amanita falloidi, la conclusione è una. Nulla è innocuo come sembra. Dio ci salvi dai Teletubbies!
Venerdì sera nervoso... salgo sul Milano/Mortara delle 18.45 con la musica a palla e lo sguardo minaccioso, mi affloscio sul sedile "untempoblu" e mi sfogo insultando l'Anonimo Tommy via SMS. E' bello avere qualcuno che non se la prende da insultare a piacimento.
Per la serata nessun programma, per il weekend nemmeno. LUI (che per la cronaca ha chiamato, ri-baciato, ri-chiamato e ri-unsaccodialtrecose) parte con La Lola per il motoraduno a Cremona, il MIO posto è occupato dal frigorifero per le birre. Una donna sa riconoscere la sua posizione nella scala delle priorità... per il momento la birra mi sovrasta di parecchio.
Una stazione dopo sale l'unica persona in grado di affrontarmi in quello stato... mi guarda, sbuffa e crollando sul sedile accanto assume la medesima espressione. La signora dall'altra parte ci fissa, poi ci offre discretamente le spalle sibilando, a nostro parere, un "drogate" tra i denti. "Che fate stasera?" "Niente" "Posso venire a fare niente con voi?" "Naturale". E la serata è organizzata.
Partenza post-cena e post-doccia. Ritemprata, scendo avvolta in una nuvoletta di borotalco, balsamo al cocco e stelline. (le stelline sono per l'atmosfera). Salgo in macchina: cintura, luci, autoradio... "EEEEEEEEEEEHH EEEEHHH!, DAL MOMENTOOOO CHE TAAAAAAANTO NON TI AVROOOOOO' MAIIIIIII..."* canto giuliva. Mi fermo al passaggio a livello abbassato, aspetto paziente. Riparto. NO!UN MOMENTO! 'CAZZO FAI? SBBRAAAAAAAAANG! Il tizio PARCHEGGIATO accanto tira una sgommata da gran premio, parte in quarta e cercando di superare mi prende dentro paraurti e targa, dopodichè scompare nell'orizzonte metropolitano. Io nemmeno mi muovo... un discreto numero di santi cadono dal cielo, che la scena finale di Magnolia mi fa un baffo... le vecchiette urlano all'apocalisse. Io scendo e facendomi largo tra i corpi recupero tutti i pezzi rimasti sulle rotaie... Tutti tranne la targa che è misteriosamente scomparsa nel nulla. Tre ragazzini coraggiosi si uniscono alla cerca, niente... Lo stronzo si è fregato la targa (o magari è stato Dio, infuriato perchè San Egidio gli doveva 100 euri). Per la legge è troppo tardi, torni domattina dopo le 8.30 signorina...
Rispondo alle domande che sorgeranno spontanee:
1 - No, non ho fatto in tempo a prendere la targa (la sua).
2 - No, non gli sono corsa dietro che m'ammazzavo sul serio.
3 - No, nessuno dei santi è sopravvissuto.
*Ti Mento - Marta sui Tubi